Il nuovo piano regionale dei rifiuti prevede penalizzazioni per quei Comuni che non raggiungeranno l’obiettivo del 60% di raccolta differenziata. Il sistema di appalto con il quale la maggioranza del PdL ha aggiudicato il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani all’attuale Ditta non consente risparmi ai cittadini dalla raccolta differenziata per sette anni, avendo determinato un costo fisso dello smaltimento per tutta la durata! Un appalto, con le modifiche al piano industriale introdotte da una deliberazione della Giunta, che va contro gli interessi dei cittadini. Una atto che stravolge le linee del piano industriale proposto dalla società specializzata incaricata dalla stessa Giunta e costato 20 mila euro. Con questa delibera viene ridotto il costo di smaltimento, non soggetto a ribasso, mentre viene aumentato il costo del servizio, sottoposto, invece, a ribasso! Con quale scopo? La risposta potrebbe essere quella di avere un costo medio dello smaltimento da poter spalmare su tutta la durata dell’appalto di sette anni, tra il minimo e il massimo della raccolta differenziata. E allora, domando: premesso che è una procedura inappropriata, che contrasta con il regolamento comunale sulla Tariffa di Igiene Ambientale, che c’entra l’aumento del costo del servizio di raccolta da quello preventivato originariamente nel piano industriale?! Man mano che aumenta la percentuale di raccolta differenziata il gestore riceve maggiori contributi dal Conai e, inoltre, spende meno soldi per lo smaltimento, per cui è evidente che il costo dello smaltimento si ridurrebbe nel tempo. Che bisogno c’era di innalzare il costo del servizio di raccolta? E’ come se si volesse preservare la remunerabilità del servizio, nel caso che la quota di raccolta differenziata non raggiungesse le percentuali programmate. Certamente non a vantaggio degli utenti, che non ne avrebbero alcun beneficio! In questo modo l’obiettivo della differenziata passa chiaramente in secondo ordine, sia per i cittadini, non ricevendo alcun incentivo economico sulla bolletta, sia per il gestore, in quanto l’eventuale maggior costo dello smaltimento è stato già considerato inizialmente dal preventivato maggior costo del servizio di raccolta! Ora, il problema diventa ancor più grave con il nuovo piano regionale dei rifiuti: chi pagherebbe le penalità introdotte? La Ditta o il Comune? E’ previsto nel capitolato, nel contratto? L’obiettivo della TIA (Tariffa Igiene Ambientale) è la riduzione dei rifiuti e l’incremento della raccolta differenziata. Raggiungerlo significa non solo conseguire un importante risultato ambientale ed ecologico, ma anche realizzare dei notevoli risparmi, perché lo smaltimento indifferenziato costa molto più del riclicaggio e la riduzione dei rifiuti non costa nulla, ma permette un risparmio secco sullo smaltimento. Ad Alatri la differenziazione dei rifiuti la faranno i cittadini, ma i proventi andranno al gestore! Questa è la politica di Magliocca e del PdL! Il Sindaco e la maggioranza fermino questo obbrobrio: si fa ancora in tempo non stipulando il contratto!
Alatri, 21 novembre 2010 Gianfranco De Santis
giovedì 25 novembre 2010
Magliocca e la maggioranza contro le osservazioni dei cittadini alle perimetrazioni dei nuclei abusivi.
L'amministrazione Magliocca, costretta dalla legge regionale sul piano casa che obbliga i Comuni ad approvare le perimetrazioni dei nuclei abusivi entro il prossimo 5 dicembre, al consiglio comunale di lunedì 29 novembre ha dovuto mettere, forzatamente, l'argomento all'ordine del giorno. La maggioranza, su parere del professionista incaricato di redigere le perimetrazioni, ha deciso di rigettare tutte le osservazioni presentate. Non entro nel merito delle singole osservazioni, ma per tutte quelle che si riferiscono alla zona del Porpuro lungo il fiume Cosa e quelle sulla ex SS 155 all’altezza di Via Vallemiccina verso la Magione, per esempio, è troppo generico e semplicistico dire che sono in contrasto con l’art. 4 comma C della L.R. 28/80 (compatibilità con il vincolo idrogeologico). Il non accoglimento di queste osservazioni è una contraddizione sia dal punto di vista politico che tecnico, in quanto vi sono casi prossimi agli stessi che sono dentro le perimetrazioni e altri insediamenti abitativi, come le villette a schiera di Viale Germania, per i quali il vincolo ambientale non sussiste pur ricorrendone le condizioni ... ambientali! Dal punto di vista tecnico, invece, il contrasto della posizione dell’amministrazione comunale è nell’art. 31 quinquies comma 2 della L.R. 24/98 che testualmente recita: “qualora la variante speciale non sia conforme al PTP o al PTPR, il Comune può, contestualmente all’adozione della variante stessa, proporre una modifica del PRP o del PTPR limitatamente al soddisfacimento degli standard di cui all’art. 3 del DM 1444/68…”. Inoltre al comma 3 dello stesso articolo, dice: “i pareri di cui all’art. 32 (parere ambientale) possono essere rilasciati soltanto a seguito della definizione delle procedure relative alla variante speciale previste dai precedenti commi.” Ciò sta a significare che questi fabbricati oggetto delle suddette osservazioni, rimanendo fuori dalla perimetrazione del nucleo edilizio abusivo non potranno ottenere la concessione in sanatoria in assenza del parere ambientale! Ecco perché queste osservazioni vanno accolte e questi immobili dovrebbero avere la massima considerazione da parte dell’amministrazione comunale. Caro Sindaco, non mi sembra che ci vuole una grande intraprendenza politico-amministrativa e tecnica per capire questo, basterebbe leggersi le norme legislative in vigore e applicarle correttamente a queste procedure per poter accogliere le suddette osservazioni!
Alatri, 24 novembre 2010 Gianfranco De Santis
Alatri, 24 novembre 2010 Gianfranco De Santis
martedì 19 ottobre 2010
Strada pericolosa in prossimità dello svincolo della superstrada.
Pericolo sulla S. Cecilia nel tratto tra l’imbocco per Panorama e l’accesso alla superstrada. Come si può vedere dalla foto non ci sono spazi oltre la carreggiata da utilizzare da parte dei pedoni, mettendone a rischio la incolumità. Il momento più drammatico è la fermata dello scuolabus per far salire e scendere i bambini della scuola dell’obbligo e della materna. Lo scuolabus è costretto a fermarsi all’imbocco di una abitazione, l’unico punto dove c’è un po’ di spazio ma buona parte della sagoma rimane esposta sulla corsia stradale. Le mamme che accompagnano e riprendono i bambini allo scuolabus tremano. Occorre realizzare subito una piazzola per la fermata dello scuolabus. C’è urgente bisogno di un attraversamento pedonale all’imbocco della superstrada per i pedoni che vengono da dopo il cavalcavia. Devono essere immediatamente installati dei limitatori di velocità e la messa in funzione del semaforo per l’attraversamento pedonale. Va inoltre rimosso il cassonetto dell’immondizia, spostandolo all’interno del terreno a fianco, che è abbandonato, in quanto copre la visuale a chi esce dalle abitazioni da chi proviene dalla superstrada. Queste le cose urgentissime che i residenti chiedono di fare subito, e che si possono fare. Chi lo deve fare la Provincia o il Comune di Alatri. Probabilmente spetta alla Provincia, ma il Comune farebbe bene a sollecitare l’intervento. Sull’intero tratto, a partire da Via Alberotozzi verso la Roana è indispensabile la realizzazione di marciapiedi su ambo i lati, essendo la zona interamente urbanizzata con attività commerciali e molte abitazioni. Ecco, queste erano le opere compensative che il Comune, per esempio, doveva chiedere all’Astral prima ancora di realizzare lo svincolo. Non è stato fatto e va fatto adesso, in concomitanza della realizzazione della rotatoria che, come ha detto il consigliere Paolo Santoro dovrebbe essere al centro della strada e non da una sola parte, evitando strozzature che potrebbero creare intralci e intasamenti in prossimità dell’accesso alla superstrada. Alatri, 18 ottobre 2010 Gianfranco De Santis
domenica 17 ottobre 2010
Ma quali eccellenze?
Chi parla di eccellenza nella sanità ciociara lo fa solo in modo accademico. Allo stato delle cose è un modo sofistico per non affrontare i problemi veri. Si può parlare di eccellenza quando nei nostri ospedali mancano le prestazioni fondamentali. Qui non si tratta di fare una critica, ma chi vuole parlare di sanità deve andare prima dentro gli ospedali della provincia a vedere quali sono le prestazioni ospedaliere che si offrono all’utenza. I convegni tra pochi intimi, con coloro che a vario titolo si occupano del settore, senza sentire i cittadini, sono solo dei virtuosismi tra addetti ai lavori! Lo sanno i parlamentari europei e nazionali, i consiglieri regionali e provinciali che per un parto a rischio le nostre donne devono rivolgersi ad ospedali fuori della provincia di Frosinone, perché l’ospedale del capoluogo non accetta più da moltissimo tempo non accetta più questo tipo di partorienti? Lo sapete dove vanno a finire queste neo mamme? Quando va bene a Roma, altrimenti a Viterbo, come è successo ultimamente a una donna di Alatri, o all’Aquila. E poi parliamo di eccellenza, di DEA di primo e secondo livello! Appellativi di cui il cittadino non riesce nemmeno a comprendere il significato. La classe politica di questa provincia, nessuno escluso, compreso il sottoscritto, ma ognuno nel ruolo che riveste, è di questo che deve vergognarsi. Vi sembra giusto che una donna di questa provincia per la quale si presenta un parto a rischio deve andare a Viterbo, perché a Frosinone viene rifiutata? Ha un senso, per esempio, dal punto di vista dell’offerta sanitaria, fare ad Alatri mille parti l’anno, il maggiore tra tutti gli altri ospedali, e non poterne fare uno a rischio?! E allora smettiamola di prendercela con Roma e con la Polverini. Prendiamocela innanzitutto con noi stessi. Affrontiamo e risolviamo prima di tutto questi problemi e poi parliamo di eccellenze. E’ ragionevole avere un ospedale dove sono stati soppressi i due posti letto di rianimazione. Per Magliocca può esserlo, per me no! Smettiamola di andare a mendicare qualcosa che è nei nostri diritti e pretendiamolo da chi ce lo deve corrispondere, dalla politica e dalla sanità: I servizi sanitari di questa provincia li dobbiamo decidere noi e non i direttori sanitari. Smettiamola con la politica dei campanili e guardiamo, invece, a una politica di comprensorio se vogliamo far crescere il nostro territorio, non solo per quanto riguarda la sanità.
Alatri, 17 ottobre 2010 Gianfranco De Santis
Alatri, 17 ottobre 2010 Gianfranco De Santis
venerdì 15 ottobre 2010
Civita: la proposta di Mimmo Lattanzi
Io continuo a proporre soluzioni semplici e fattibili per la nostra Città, per il commercio, per il turismo, per il nostro Centro Storico. Guardare con rimpianto che si sarebbe potuto fare qualcosa e non è stato fatto ormai è tardi e noi, di Alatri Oltre, vogliamo un radicale cambiamento con gente nuova e giovani che saranno coloro che dovranno far rinascere la nostra Città.
Vorrei parlare brevemente di due cose che mi stanno a cuore: Civita e uno spazio ricreativo per i tanti bambini del centro.
Per Civita propongo che venga attrezzata adeguatamente con arredi urbani idonei e con fiori e verde ma soprattutto custodita, almeno di giorno, da persone che assicurino sia la sicurezza della gente, la pulizia e il decoro, in quanto si continuano a vedere escrementi di animali lungo i viali, scritte sui muri e atti vandalici ai lampioni e panchine. Inoltre ci vorrebbe l’istituzione di una Guida che accolga i turisti per illustrar loro la storia delle Mura Megalitiche e della Cattedrale con un’apposita area di accoglienza.
Per quanto riguarda lo spazio ricreativo per i bambini del centro, avevamo proposto l’utilizzo del giardino, ex scuola media, di Largo Graziosi, ora parte Centro Anziani. Bastava poco per renderlo polifunzionale e messo in sicurezza. Finalmente così tutti i bambini del “Girone” avrebbero potuto giocare tranquillamente in quel Giardino storico che già negli anni 30 e 40 veniva utilizzato per concerti e balli. Con un piccolo sforzo si poteva mettere a disposizione, specialmente nel periodo invernale, una sala ( e ce ne sono) dove si sarebbe potuto giocare e organizzare le feste di compleanno dei bambini. Dico questo perché so che un gruppo di mamme ha affittato dei locali, nei pressi del “Girone”, per far giocare i loro figli in caso di pioggia continuando la loro opera di socializzazione molto sentita tra le mamme di Alatri.
Credo di aver proposto cose semplici, ma a volte le cose fattibili e insignificanti, per alcuni, possono rendere una città più viva, a misura d’uomo, senza guardare a Siena o ad altre realtà. Noi siamo fieri della nostra Città di Alatri e vogliamo solo farla tornare a splendere e rivivere.
Alatri, 10.10.2010 Mimmo Lattanzi
Vorrei parlare brevemente di due cose che mi stanno a cuore: Civita e uno spazio ricreativo per i tanti bambini del centro.
Per Civita propongo che venga attrezzata adeguatamente con arredi urbani idonei e con fiori e verde ma soprattutto custodita, almeno di giorno, da persone che assicurino sia la sicurezza della gente, la pulizia e il decoro, in quanto si continuano a vedere escrementi di animali lungo i viali, scritte sui muri e atti vandalici ai lampioni e panchine. Inoltre ci vorrebbe l’istituzione di una Guida che accolga i turisti per illustrar loro la storia delle Mura Megalitiche e della Cattedrale con un’apposita area di accoglienza.
Per quanto riguarda lo spazio ricreativo per i bambini del centro, avevamo proposto l’utilizzo del giardino, ex scuola media, di Largo Graziosi, ora parte Centro Anziani. Bastava poco per renderlo polifunzionale e messo in sicurezza. Finalmente così tutti i bambini del “Girone” avrebbero potuto giocare tranquillamente in quel Giardino storico che già negli anni 30 e 40 veniva utilizzato per concerti e balli. Con un piccolo sforzo si poteva mettere a disposizione, specialmente nel periodo invernale, una sala ( e ce ne sono) dove si sarebbe potuto giocare e organizzare le feste di compleanno dei bambini. Dico questo perché so che un gruppo di mamme ha affittato dei locali, nei pressi del “Girone”, per far giocare i loro figli in caso di pioggia continuando la loro opera di socializzazione molto sentita tra le mamme di Alatri.
Credo di aver proposto cose semplici, ma a volte le cose fattibili e insignificanti, per alcuni, possono rendere una città più viva, a misura d’uomo, senza guardare a Siena o ad altre realtà. Noi siamo fieri della nostra Città di Alatri e vogliamo solo farla tornare a splendere e rivivere.
Alatri, 10.10.2010 Mimmo Lattanzi
Il consilgiere Santoro sulle rotatorie della SR 155 e alla Pietrabianca
Il sottoscritto consigliere comunale chiede di sapere a che punto è la realizzazione delle rotatorie in prossimità degli accessi alla superstrada nel territorio di Alatri. Così inizia l’interrogazione di Paolo Santoro all’amministrazione comunale. Il 23 aprile scorso il Sindaco e l’Assessore all’urbanistica annunciavano pomposamente sulla stampa l’intesa raggiunta con l’Astral attraverso la conferenza dei servizi e, quindi, la soluzione del problema che avrebbe messo fine alle code sulla S.R. 155 a causa dell’impianto semaforico. L’assessore disse testualmente: “Come sempre, alle chiacchiere e alle bugie, rispondiamo con i fatti”. Sono passati sei mesi e di fatti ancora non se ne vedono! E’ probabile che il Sindaco e l’assessore, passate le elezioni regionali, se ne siano dimenticati, e magari se ne ricorderanno alla vigilia delle prossime elezioni comunali! Un’altra domanda che spesso mi pongono i cittadini della zona è sui lavori all’interno degli ex capannoni Cotral, che durano da molti mesi, forse qualche anno. Alcuni dicono che vi sorgerà un centro commerciale, altri dicono una serie di attività commerciali. Che cosa devo rispondere a questi concittadini? Negli uffici comunali ci sarà sicuramente il progetto dei lavori e l’utilizzo che se ne vorrà fare, per cui è semplice rispondere da parte del Comune. Per quanto riguarda le rotatorie, invece, spero che entrambe saranno realizzate al centro della strada e non occupando i terreni di una sola parte!
Alatri, 15 ottobre 2010 Paolo Santoro
Alatri, 15 ottobre 2010 Paolo Santoro
lunedì 11 ottobre 2010
Le istituzioni a tutela del diritto alla salute
Nel mese di maggio scorso l’associazione AlatriOltre fece sentire la sua voce raccogliendo centinaia di firme a difesa dell’ospedale di Alatri. I tagli nella sanità del Lazio non devono colpire l’ospedale di Alatri. Mettici una firma. Questo il tema della sottoscrizione. Oltre 500 firme raccolte in pochi giorni e mandate subito alla Polverini, alle quali ne seguirono altre. Sono servite a qualcosa? Non lo sappiamo. Un fatto è certo: abbiamo fatto sentire la nostra voce; la voce degli Alatresi. L’avessero fatto anche le istituzioni locali, forse qualche ospedale si sarebbe salvato. Non c’è dubbio che ad aver chiuso Pontecorvo, in particolare, con oltre cento posti letto, ed Anagni, c’è voluto un bel coraggio. Il coraggio di chi deve assumere delle decisioni. Ora sembrano essersi svegliati tutti, il Sindaco del capoluogo ha convocato la conferenza dei Sindaci, si minacciano iniziative eclatanti. Cortei alla Pisana ed a Palazzo Chigi. Non credo che si riesca a recuperare molto di ciò che si è perso. Dobbiamo preoccuparci di non perdere altro, soprattutto in termini di qualità e di efficienza. Sento parlare di una macro area che comprenda solo la Provincia di Frosinone. E’ sbagliato, perché la nostra Provincia non ha nessuna eccellenza ospedaliera. I DEA di primo e secondo livello per Frosinone e Cassino sono ancora da venire. Non abbiamo un polo universitario di medicina. Sarebbe una follia politica chiuderci a riccio nell’ambito del nostro territorio. Non è in questo modo che tuteliamo il diritto alla salute dei Ciociari. Il diritto alla salute dei nostri concittadini va inquadrato in un sistema sanitario regionale, in un contesto ospedaliero interprovinciale del basso Lazio, tra le province di Frosinone, Latina e Roma sud. Questa è la strada, se non si vuole rimanere ancora indietro. E questa iniziativa spetta alla Provincia, in quanto istituzione del territorio, non solo alla conferenza dei Sindaci, dove possono emergere campanilismi. Io non voglio fare assolutamente polemica con Iannarilli, ma mi domando: dove diavolo è finita quella sua intraprendenza politica nell’anticipare tutto e tutti? Ciò di cui c’è bisogno non è un clima di scontro frontale con la Regione, con la Polverini, ma di recuperare un confronto istituzionale. E le istituzioni non sono qualcosa di personale, ma appartengono ai cittadini, e questo vale per tutti. Non possono e non devono essere motivo di scontro politico personale all’interno anche dello stesso partito, come sta avvenendo. I partiti, purtroppo, e ne sono piene le cronache dei giornali, sono ridotti a terreno di scontro tra fazioni. E allora ecco che sono gli uomini, quelli delle istituzioni, a dover fare la differenza. Primo fra tutti questa differenza deve farla il Presidente della Provincia, nell’interesse di quel territorio che dice di voler difendere con orgoglio. Io dico che questo territorio va difeso e tutelato nelle sue giuste aspettative con la mediazione, perché l’orgoglio può essere equivalente a superbia e da qui il muro contro muro che non porta da nessuna parte, o meglio porta lontani dai bisogni e dai diritti dei cittadini. Quindi subito un’assemblea provinciale di tutti i Sindaci, perché il diritto alla salute riguarda tutti e questa fase così delicata non può essere delegata ai Municipi.
Alatri, 9 ottobre 2010 Gianfranco De Santis
Alatri, 9 ottobre 2010 Gianfranco De Santis
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