L'amministrazione Magliocca, costretta dalla legge regionale sul piano casa che obbliga i Comuni ad approvare le perimetrazioni dei nuclei abusivi entro il prossimo 5 dicembre, al consiglio comunale di lunedì 29 novembre ha dovuto mettere, forzatamente, l'argomento all'ordine del giorno. La maggioranza, su parere del professionista incaricato di redigere le perimetrazioni, ha deciso di rigettare tutte le osservazioni presentate. Non entro nel merito delle singole osservazioni, ma per tutte quelle che si riferiscono alla zona del Porpuro lungo il fiume Cosa e quelle sulla ex SS 155 all’altezza di Via Vallemiccina verso la Magione, per esempio, è troppo generico e semplicistico dire che sono in contrasto con l’art. 4 comma C della L.R. 28/80 (compatibilità con il vincolo idrogeologico). Il non accoglimento di queste osservazioni è una contraddizione sia dal punto di vista politico che tecnico, in quanto vi sono casi prossimi agli stessi che sono dentro le perimetrazioni e altri insediamenti abitativi, come le villette a schiera di Viale Germania, per i quali il vincolo ambientale non sussiste pur ricorrendone le condizioni ... ambientali! Dal punto di vista tecnico, invece, il contrasto della posizione dell’amministrazione comunale è nell’art. 31 quinquies comma 2 della L.R. 24/98 che testualmente recita: “qualora la variante speciale non sia conforme al PTP o al PTPR, il Comune può, contestualmente all’adozione della variante stessa, proporre una modifica del PRP o del PTPR limitatamente al soddisfacimento degli standard di cui all’art. 3 del DM 1444/68…”. Inoltre al comma 3 dello stesso articolo, dice: “i pareri di cui all’art. 32 (parere ambientale) possono essere rilasciati soltanto a seguito della definizione delle procedure relative alla variante speciale previste dai precedenti commi.” Ciò sta a significare che questi fabbricati oggetto delle suddette osservazioni, rimanendo fuori dalla perimetrazione del nucleo edilizio abusivo non potranno ottenere la concessione in sanatoria in assenza del parere ambientale! Ecco perché queste osservazioni vanno accolte e questi immobili dovrebbero avere la massima considerazione da parte dell’amministrazione comunale. Caro Sindaco, non mi sembra che ci vuole una grande intraprendenza politico-amministrativa e tecnica per capire questo, basterebbe leggersi le norme legislative in vigore e applicarle correttamente a queste procedure per poter accogliere le suddette osservazioni!
Alatri, 24 novembre 2010 Gianfranco De Santis
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
giovedì 25 novembre 2010
lunedì 11 ottobre 2010
Le istituzioni a tutela del diritto alla salute
Nel mese di maggio scorso l’associazione AlatriOltre fece sentire la sua voce raccogliendo centinaia di firme a difesa dell’ospedale di Alatri. I tagli nella sanità del Lazio non devono colpire l’ospedale di Alatri. Mettici una firma. Questo il tema della sottoscrizione. Oltre 500 firme raccolte in pochi giorni e mandate subito alla Polverini, alle quali ne seguirono altre. Sono servite a qualcosa? Non lo sappiamo. Un fatto è certo: abbiamo fatto sentire la nostra voce; la voce degli Alatresi. L’avessero fatto anche le istituzioni locali, forse qualche ospedale si sarebbe salvato. Non c’è dubbio che ad aver chiuso Pontecorvo, in particolare, con oltre cento posti letto, ed Anagni, c’è voluto un bel coraggio. Il coraggio di chi deve assumere delle decisioni. Ora sembrano essersi svegliati tutti, il Sindaco del capoluogo ha convocato la conferenza dei Sindaci, si minacciano iniziative eclatanti. Cortei alla Pisana ed a Palazzo Chigi. Non credo che si riesca a recuperare molto di ciò che si è perso. Dobbiamo preoccuparci di non perdere altro, soprattutto in termini di qualità e di efficienza. Sento parlare di una macro area che comprenda solo la Provincia di Frosinone. E’ sbagliato, perché la nostra Provincia non ha nessuna eccellenza ospedaliera. I DEA di primo e secondo livello per Frosinone e Cassino sono ancora da venire. Non abbiamo un polo universitario di medicina. Sarebbe una follia politica chiuderci a riccio nell’ambito del nostro territorio. Non è in questo modo che tuteliamo il diritto alla salute dei Ciociari. Il diritto alla salute dei nostri concittadini va inquadrato in un sistema sanitario regionale, in un contesto ospedaliero interprovinciale del basso Lazio, tra le province di Frosinone, Latina e Roma sud. Questa è la strada, se non si vuole rimanere ancora indietro. E questa iniziativa spetta alla Provincia, in quanto istituzione del territorio, non solo alla conferenza dei Sindaci, dove possono emergere campanilismi. Io non voglio fare assolutamente polemica con Iannarilli, ma mi domando: dove diavolo è finita quella sua intraprendenza politica nell’anticipare tutto e tutti? Ciò di cui c’è bisogno non è un clima di scontro frontale con la Regione, con la Polverini, ma di recuperare un confronto istituzionale. E le istituzioni non sono qualcosa di personale, ma appartengono ai cittadini, e questo vale per tutti. Non possono e non devono essere motivo di scontro politico personale all’interno anche dello stesso partito, come sta avvenendo. I partiti, purtroppo, e ne sono piene le cronache dei giornali, sono ridotti a terreno di scontro tra fazioni. E allora ecco che sono gli uomini, quelli delle istituzioni, a dover fare la differenza. Primo fra tutti questa differenza deve farla il Presidente della Provincia, nell’interesse di quel territorio che dice di voler difendere con orgoglio. Io dico che questo territorio va difeso e tutelato nelle sue giuste aspettative con la mediazione, perché l’orgoglio può essere equivalente a superbia e da qui il muro contro muro che non porta da nessuna parte, o meglio porta lontani dai bisogni e dai diritti dei cittadini. Quindi subito un’assemblea provinciale di tutti i Sindaci, perché il diritto alla salute riguarda tutti e questa fase così delicata non può essere delegata ai Municipi.
Alatri, 9 ottobre 2010 Gianfranco De Santis
Alatri, 9 ottobre 2010 Gianfranco De Santis
sabato 2 ottobre 2010
L'ospedale di Alatri si salva!
Il piano di rientro della sanità regionale con i tagli alla rete ospedaliera della Ciociaria, paga l'assenza delle istituzioni politiche locali nel contesto della politica regionale. In particolare l'ente Provincia ed i consiglieri regionali del PdL. Da mesi, da quando si è votato per le provinciali, che noi dell'UDC andiamo dicendo che la Provincia avrebbe dovuto proporre un Piano Sanitario Provinciale, attraverso il quale organizzare al meglio le strutture ospedaliere presenti nel territorio. L'ho ripetuto dieci giorni fa, chiedendo al Presidente della Provincia la convocazione di un'assemblea provinciale dei Sindaci. Niente. Non una iniziativa politica del PdL, non una iniziativa dei Sindaci di città importanti, almeno per il nord della Provincia. Ognuno ha pensato di risolvere in proprio il problema, fuori dal contesto di un territorio più vasto che andasse oltre i confini del proprio Comune e di quelli vicini. Il solito modo campanilistico di affrontare e pretendere le cose. Un modo anacronistico nell'era della globalizzazione, dove anche i servizi assumono una connotazione diversa. Un modo vecchio di intendere la politica e di interpretare la società. Certo, non fa piacere a nessuno vedere scomparire ospedali importanti da cento posti letto e oltre, ma la proposta della classe politica di questa provincia qual'è stata? Nessuna. Silenzio assoluto. Non fa piacere proprio a nessuno, vedersi tagliati 350 posti letto, non fa piacere neanche ai cittadini di quelle città dove l'ospedale è rimasto, perchè dovremmo almeno sentirci Ciociari. E' un caso che l'ospedale di Alatri sia rimasto? Ritengo di si, perchè, come per quelli che sono stati “cancellati”, non si è fatto nulla a livello istituzionale locale, con i fatti e non a chiacchiere, per farlo rimanere! E allora come Alatresi dovremmo dire grazie alla Polverini? Visto come sono andate le cose, la risposta potrebbe essere si. Ma come territorio sicuramente non ci basta, fino a quando l'ospedale di Alatri non avrà un preciso ruolo funzionale nell'ambito della sanità provinciale. Un ruolo che non potrà prescindere dall'ospedale civile di Frosinone. E' lì che deve guardare il S. Benedetto in un contesto organizzativo-funzionale dei reparti in piena autonomia, ma in stretta collaborazione e integrazione con il F.Spaziani, a cominciare dal recupero dei 2 posti letto di terapia intensiva (passati da 4 a 2) e dai 4 posti letto di pediatria (passati da 16 a 12) che sono stati tagliati. Proprio da pediatria bisognerebbe partire, potenziandola con un reparto neonatale che consenta di assistere i nascituri anche in situazioni di difficoltà o di emergenza. Una esigenza che il Sindaco dovrebbe avvertire più di ogni altro, anche in considerazione della sua professione di ginecologo prestata nella struttura ospedaliera. Infine, i partiti e soprattutto coloro che governano le maggiori istituzioni locali e la Provincia non rimangano ancora a guardare sulla strutturazione delle macro aree. Il polo sanitario della Provincia di Frosinone deve inquadrato in una unica area che è quella del Lazio Sud, con Latina e il polo universitario di Tor Vergata. Chi deve muoversi lo facesse subito, perchè poi è inutile piangere sul latte versato!
Alatri, 1 ottobre 2010 Gianfranco De Santis
Alatri, 1 ottobre 2010 Gianfranco De Santis
venerdì 1 ottobre 2010
AlatriOltre x un Sindaco vero!
Un Sindaco a tempo pieno. Un Sindaco vero, che ha in testa la città, quello che dovrà essere nella sua complessità. Un Sindaco che dovrà presentarsi all'elettorato con un programma concreto, dettagliato, di come dovrà svilupparsi la città. Questo sarà il Sindaco che AlatriOltre presenterà al giudizio degli elettori. Non un Sindaco telecomandato come lo è stato Magliocca e come lo sarà la candidata donna di Tecchiena del PdL. Un Sindaco presente, al Comune e tra la gente, che non frequenti la piazza solo durante il Festival del Folclore..., per fare passerella! Proposte chiare su come e di cosa dovrà vivere in futuro la nostra città. Scelte chiare e impegni seri sul centro storico, il centro urbano e tutti gli altri centri esterni, con ruoli ben definiti da parte di tutti, ognuno organico e funzionale all’altro, per la crescita economica, sociale ed occupazionale di tutto il territorio. Il centro storico con il turismo, la cultura, il commercio e l’artigianato storico e artistico. Tecchiena e tutta la fascia a ridosso della Casilina e degli accessi alla superstrada con le attività produttive proprie dell'artigianato, dell'industria e dei servizi. Ognuno dei centri esterni con una propria identità, dove il centro di quartiere o di contrada sarà il punto di aggregazione sociale e culturale dei residenti. L’area di Chiappitto dovrà avere una vocazione residenziale ed a servizi, armonizzandosi con il resto del tessuto edilizio ed i servizi esistenti: l’ospedale, le strutture sportive, il polo scolastico, le attività commerciali e quelle miste commerciali-artigianali di servizio alla persona, trasformando le attività industriali in volumetrie residenziali. Questo il premio incentivante a quelle industrie che accetteranno la delocalizzazione in una nuova area industriale del piano Asi nel territorio di Alatri, opportunamente ampliata nella fascia sui due lati della Casilina in direzione Roana. La zona produttiva artigianale, invece, dovrà sorgere in prossimità dei due accessi alla superstrada, in particolare quello sulla S. Cecilia alla Pietrabianca. In poche parole un disegno preciso da attuare immediatamente per rispondere a una domanda altrettanto chiara: di che cosa dovrà vivere la città per i prossimi decenni. Una prospettiva di sviluppo della città su tutto il territorio per una crescita economica ed occupazionale che dia certezze alle nuove generazioni. Questo il disegno amministrativo di AlatriOltre.
Alatri, 27 settembre ’10 Gianfranco De Santis
Alatri, 27 settembre ’10 Gianfranco De Santis
martedì 27 luglio 2010
Legalità e illegalità
Se fossi del PdL starei con Fini. Sulla legalità ha ragioni da vendere ed i cittadini, il territorio, la cosiddetta società, dovrebbero appoggiare la sua battaglia e dell’opposizione. E’ grazie a Fini, ai Finiani, alle forze politiche dell’opposizione ed a quanti hanno fatto sentire la loro voce, se la legge sulle intercettazioni è meno imbavagliata. Una battaglia di democrazia, innanzitutto. Ad Alatri, gli ex AN, il Sen. Tofani e l’assessore Costantini con chi stanno? Io sto con Fini, e spero anche loro. Ma lo dicessero, come faccio io. Sul piano della legalità e della democrazia i cittadini devono sapere ognuno di noi con chi sta! Anche ad Alatri c’è una questione di legalità amministrativa, per cui è superfluo chiedere a Magliocca e agli altri con chi stanno. Le illegittimità riguardano l’affidamento dei servizi comunali. Sono anni che non viene rifatta la gara per il servizio del trasporto scolastico, per l’asilo nido, per le pulizie degli immobili comunali, per la refezione scolastica, per la gestione del palazzetto di Tecchiena. L’unica gara rifatta, dopo due anni di proroghe, è quella della nettezza urbana, peraltro tuttora in proroga non essendo stata ancora aggiudicata definitivamente. Il palazzetto di Tecchiena è chiuso, mentre gli altri servizi sono in proroga. La proroga è vietata dalla legge, se non in alcune particolari condizioni che non ricorrono nei suddetti casi. Questi servizi affidati in regime di proroga, senza che ne sussistano le condizioni, sono, quindi, tutti fuori legge. Non per colpa delle ditte, naturalmente, le quali vengono incaricate e vi provvedono per garantire il servizio e non andare contro la volontà dell’amministrazione. Vorrei chiedere ad alcuni ignari consiglieri della maggioranza: loro da che parte stanno? Da quella della legalità, nel senso del rispetto delle norme e della correttezza procedurale, o da quella della illegalità amministrativa? E’ indubitabile che stiano dalla parte buona, ma bisogna dimostrarlo politicamente prendendo le distanze dall’altra, altrimenti si passa per essere sussidiari a quella stessa!
Alatri, 27 luglio 2010 Gianfranco De Santis
Alatri, 27 luglio 2010 Gianfranco De Santis
martedì 22 giugno 2010
L'UDC nella Giunta della Polverini
L'UDC di Alatri saluta la nomina dell'amico Luciano Ciocchetti a Vice Presidente e assessore all'urbanistica e di Aldo Forte assessore ai servizi sociali della Regione Lazio e gli augurano buon lavoro. Saranno un punto di riferimento certo per la nostra città e la nostra provincia.
mercoledì 9 giugno 2010
Com'era prevedibile, l'assemblea dei Sindaci "un buco nell'acqua".
Dopo tante chiacchiere, nulla di fatto. Questo il risultato dell’assemblea dei Sindaci di Lunedì scorso alla Provincia. In qualche momento è stato avvilente dover sentir dire da qualche Sindaco, importante, che non conosceva bene i termini della questione o che non sapeva quale decisione prendere! Nessuno ha ricordato all’Acea Ato 5 che deve restituire ai cittadini le somme pagate con le bollette gonfiate, quelle annullate dal COVIRI. Gli interventi sicuramente condivisibili sono stati quelli del Sindaco di S.G. Incarico, Salvati, e di Torrice, Savo, il quali senza mezzi termini hanno chiesto con chiarezza e determinazione di agire civilmente nei confronti dell’Acea Ato 5 per le numerose inadempienze contrattuali, sia dal lato gestionale-operativo che da quello degli investimenti, con meno di un terzo di quelli dovuti dal 2003 allo scorso anno. Nell’aumento di tariffa richiesto da Acea, da 0.94 euro per mc a 1,27, naturalmente non sono compresi gli investimenti dovuti contrattualmente per circa 80 milioni di euro in questi anni. Il che significa che se si vogliono miglioramenti del servizio attraverso quegli investimenti, la tariffa dovrà ulteriormente aumentare, fino ad arrivare presumibilmente intorno a 1,8 euro per mc. Questa è l’amara constatazione, difronte alla quale l’assemblea dei Sindaci aveva ed ha un solo dovere: quello di cacciare l’Acea Ato 5 e anche subito. Invece, niente. Il più degli interventi, compreso quello del Sindaco Magliocca, che fa parte dell’autorità d’ambito, la quale non è stata capace di presentare una proposta all’assemblea, sono stati a metà strada, preoccupati dal non poter approvare l’aumento della tariffa a 1,27 euro/mc e la posizione dell’Acea con la minaccia di portare i libri contabili in tribunale per il fallimento in caso di mancata approvazione della nuova tariffa, come se le difficoltà economiche paventate da Acea dipendessero dai cittadini della nostra Provincia! Assurdo, inaccettabile! Altri Sindaci di Comuni importanti erano assenti o, presenti, si sono guardati bene dal far sentire la loro voce. Qualcuno, invece, pur intervenendo o essendo presente, alla fine ha preferito darsela a gambe facendo mancare il numero legale. Non che la situazione cambiasse di molto con l’approvazione dell’ordine del giorno scritto a quattro mani, quelle del centro destra e del centro sinistra, ma almeno si sarebbe evitata l’ennesima figuraccia: quella di una classe dirigente incapace di affrontare i problemi e di assumersi le responsabilità difronte alla tutela dei diritti e degli interessi dei propri amministrati.
Questo il testo del documento bipartisan che si sarebbe messo in votazione:
“L’assemblea dei Sindaci preso atto delle affermazioni del Presidente della Provincia di Frosinone, On. Antonello Iannarilli, che ha garantito la fondatezza tecnico contrattuale della attuale tariffa provvisoria pari a € 0’94/mc, così come approvata nella seduta dell’8-4-2010, con parere favorevole della STO; Esprimendo la volontà di salvaguardare gli interfessi dell’utenza, dei lavoratori di Acea Ato 5 e dei Comuni relativamente agli oneri di concessione, dà mandato al Presidente della Consulta di riattivare con il gestore Acea Ato SpA il tavolo di conciliazione, perché in tale sede verifichi la disponibilità della Società alla ricapitalizzazione e definire la gestionerealativamentealle annualità 2003/2010, ridetrminando, entro 31.12.2010, il nuovo Piano d’Ambito.”
Bene, da ciò risulta chiara la volontà di continuare il servizio con Acea Ato 5! E’ in questo senso che pensano di fare gli interessi dei cittadini-utenti? Per quanto ci riguarda l’interesse dei cittadini è ben altro: quello di far tornare l’acqua pubblica attraverso la gestione diretta del servizio, con un costo equo, che sia il meno possibile! Questa è anche la posizione dell’associazione AlatriOltre per quanto riguarda la nostra città, a fianco dei cittadini e del movimento provinciale per l’acqua pubblica.
Alatri, 8 giugno 2010 Gianfranco De Santis
Questo il testo del documento bipartisan che si sarebbe messo in votazione:
“L’assemblea dei Sindaci preso atto delle affermazioni del Presidente della Provincia di Frosinone, On. Antonello Iannarilli, che ha garantito la fondatezza tecnico contrattuale della attuale tariffa provvisoria pari a € 0’94/mc, così come approvata nella seduta dell’8-4-2010, con parere favorevole della STO; Esprimendo la volontà di salvaguardare gli interfessi dell’utenza, dei lavoratori di Acea Ato 5 e dei Comuni relativamente agli oneri di concessione, dà mandato al Presidente della Consulta di riattivare con il gestore Acea Ato SpA il tavolo di conciliazione, perché in tale sede verifichi la disponibilità della Società alla ricapitalizzazione e definire la gestionerealativamentealle annualità 2003/2010, ridetrminando, entro 31.12.2010, il nuovo Piano d’Ambito.”
Bene, da ciò risulta chiara la volontà di continuare il servizio con Acea Ato 5! E’ in questo senso che pensano di fare gli interessi dei cittadini-utenti? Per quanto ci riguarda l’interesse dei cittadini è ben altro: quello di far tornare l’acqua pubblica attraverso la gestione diretta del servizio, con un costo equo, che sia il meno possibile! Questa è anche la posizione dell’associazione AlatriOltre per quanto riguarda la nostra città, a fianco dei cittadini e del movimento provinciale per l’acqua pubblica.
Alatri, 8 giugno 2010 Gianfranco De Santis
mercoledì 2 giugno 2010
Povera Alatri.....povera Repubblica!
Povera Alatri, povere istituzioni. La maggioranza latitante anche alla commemorazione della festa della Repubblica, il 2 giugno. C’erano il Sindaco, il Vice Sindaco, l’assessore alla pubblica istruzione e basta. Nessun altro degli assessori, nessun altro dei consiglieri della maggioranza, solo Di Fabio e Bellincampi dell’opposizione. Non c’era il Presidente del consiglio comunale, non c’era l’on.le Iannarilli, non c’era il Sen. Tofani. Non c’era nessuno in rappresentanza dell’amministrazione provinciale, non c’era l’assessore Melone e nemmeno i due consiglieri Graziani e Giansanti. Non c’erano i futuri candidati a Sindaco. Non c'era l'ex generale in pensione, per un anno maestro di cerimonia del Sindaco! Sarebbe stato il caso che ci fosse una rappresentanza degli studenti, ma probabilmente l’assessore alla pubblica istruzione non c’ha pensato a coinvolgere le scuole, i capi d’istituto, impegnato com’è a difendere la sua presenza in Giunta da chi lo vorrebbe fuori. Un vero peccato che una ricorrenza così importante sia stata lasciata passare in sordina. Dispiace che fossero assenti quasi tutti i rappresentanti delle istituzioni, proprio coloro che dovrebbero rappresentarle e che prendono un sostanzioso emolumento dalle stesse proprio per le cariche rivestite! Pazienza, purtroppo questo è diventata Alatri! Chi era invece al suo posto, come sempre, l’arma dei carabinieri, i vigili urbani, la banda musicale città di Alatri, le associazioni combattentistiche cittadine con tanti rappresentanti e sempre ordinate. Per fortuna che loro ci sono sempre, grazie! La festa della Repubblica è quella che più di ogni altra ricorrenza deve rappresentare le istituzioni, la libertà, la democrazia. E mai come adesso, in tempi di leggi ad personam, di leggi che vorrebbero limitare la democrazia, il diritto all’informazione, le indagini della magistratura, rappresenta questi sentimenti. Una Repubblica democratica a sovranità popolare fondata sul lavoro, quel lavoro che angustia tante famiglie e tanti giovani, che non ci è stata regalata da nessuno ma che è stata conquistata con il sacrificio dei nostri nonni e de nostri padri. Quella, questa Repubblica meriterebbe un poco più di rispetto!
Alatri, 2 giugno 2010 Gianfranco De Santis
venerdì 21 maggio 2010
Risate politiche
Il ministro Calderoni che propone un taglio del 5% degli stipendi dei parlamentari, Gasparri propone la devoluzione di tre stipendi, l’ex ministro Scajola che smentisce le dichiarazioni della moglie secondo la quale il marito non è andato dai magistrati per coprire personaggi più influenti del marito. Tutta roba da ridere! Come una barzelletta sono tutti coloro nel PdL, a cominciare da Berlusconi, che invitavano Scajola a rimanere al suo posto e che oggi definiscono ridicole e grottesche le sue affermazioni quando ha detto di essersi dimesso per accertare se qualcuno veramente lo aveva aiutato a pagare la casa con vista Colosseo! Sentire, oggi, alla televisione Capezzone e la Mussolini che prendono le distanze da Scajola, anche questo è ridicolo. E’ tardivo, come sono tardive e demagogiche le proposte di Calderoni e Gasparri. Una proposta seria sarebbe quella di rinunciare da parte dei parlamentari almeno al 30% dei loro stipendi e delle loro pensioni, se vogliono essere in linea con il resto del Paese, con chi è rimasto senza lavoro, con chi è in cassa integrazione, con quegli operai e imprenditori che si sono tolti la vita a causa della crisi, con quelle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Ad Alatri cominciamo con il togliere il direttore generale, che costa 90 mila euro l’anno, o dimezzandogli lo stipendio, se volgiamo essere vicino alle famiglie Alatresi. Oggi non c’è bisogno tanto di gesti simbolici, quanto di esempi concreti di condivisione della situazione di difficoltà del Paese. Solidarietà e partecipazione vera, altro che segnali formali, solo esteriori. Una decisione seria sarebbe quella di tagliare tutti i costi della politica, che sono quelli legati al suo contorno, a tutti quei benefici che costano molto, molto di più di una macchina blu utilizzata per il ruolo istituzionale ricoperto. Ma chiedergli questo è troppo! Com’è troppo evidentemente chiedere che non ci devono essere leggi ad personam, che proteggono i ministri dalla legge, quella legge che deve essere uguale per tutti, ministri e semplici cittadini. Cominciamo da qui se vogliamo dare un segnale serio ai cittadini, cominciamo dal nostro senso civico, dai nostri doveri nei confronti dei cittadini. Il primo dovere è una gestione della pubblica amministrazione nell’interesse dei cittadini e non della cricca, come si è rivelata con gli ultimi scandali e i casi di malcostume che vedono coinvolti settori della politica, del governo e dello Stato. Non si può essere controllore e controllato, come nel caso di Bertolaso. La pubblica amministrazione deve tornare quella di vent’anni fa, con ruoli distinti e non con carriere parallele con la politica come avviene adesso. Tangentopoli allora coinvolse i partiti, ma non gli apparati dello Stato come avviene adesso. Di questo si deve occupare la politica. La pubblica amministrazione, la magistratura, devono essere funzionali agli interessi dei cittadini, al rispetto della legge, e non della politica come si vorrebbe. L’esigenza di un governo di responsabilità nazionale sta proprio in questo, in un nuovo metodo di interpretarne il ruolo e non in un semplicistico coinvolgimento di altre forze parlamentari. Un governo con una guida nuova, che abbia nella testa una nuova concezione del ruolo della politica nel contesto dell’identità nazionale, che recuperi il sentimento della legalità contro quel senso di illegalità e impunità che si è diffuso attraverso una politica arrogante del consenso popolare interpretato come potere di onnipotenza verso tutto e tutti.
Alatri, 17 maggio 2010 Gianfranco De Santis
Alatri, 17 maggio 2010 Gianfranco De Santis
Iscriviti a:
Post (Atom)
