Albergo Diffuso: un’opportunità e una risorsa
per il centro storico, una nuova forma di ospitalità e un modello di sviluppo turistico del territorio.
Gli “alberghi diffusi” sono strutture ricettive che, in un centro storico con meno di tremila abitanti o in un’area urbana omogenea individuata dal Comune, forniscono agli utenti alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi accessori, in unità alloggiative dislocate in più stabili collocati entro una distanza massima di trecento metri, con servizi unitari e centralizzati di reception, ristorazione ed eventuali altri servizi complementari, con almeno due spazi di uso comune. Il servizio di ristorazione è esercitatile anche attraverso convenzione con esercizi preesistenti. Tali strutture sono composte da non meno di sette appartamenti con un minimo di quindici posti letto. L’utilizzo di unità immobiliari a tale scopo non comporta specifica destinazione d’uso ai fini urbanistici. L’adeguamento delle strutture, con particolare riferimento alla sicurezza e all’eccessibilità, avviene nel rispetto della normativa vigente per le strutture residenziali per l’intero stabile.
L’Albergo Diffuso funge da “presidio sociale” e anima i centri storici stimolando iniziative e coinvolgendo i produttori locali considerati come componente chiave dell’offerta, in una sorta di sinergia tra diverse attività, quella ricettiva, agricola e l’artigianato artistico, a servizio dell’ospitalità.
La Regione Lazio ha riconosciuto l’Albergo Diffuso con il Regolamento regionale 24 ottobre 2008, n.16, che disciplina le Strutture Ricettive Extralberghiere.
Obiettivi
- sviluppare un prodotto turistico di qualità, espressione del territorio, della storia, della cultura, della tipicità e delle tradizioni locali;
- sviluppare forme di integrazione tra le offerte e le risorse locali;
- facilitare il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio e storico a scopo turistico;
- promuovere la conoscenza del patrimonio storico-architettonico e culturale della città;
- promuovere la cultura dell’accoglienza, i prodotti locali, le manifestazioni storico-rievocative, gli eventi culturali, le ricorrenze, le fiere e la cucina tradizionale del luogo;
- fermare lo spopolamento del centro storico, potenziandone l’attrattiva.
Come si realizza
L’Albergo Diffuso può nascere in due modi. Nel primo caso, un soggetto privato acquista o prende in affitto le unità immobiliari e si organizza per la gestione imprenditoriale per di quello che è a tutti gli effetti un albergo “che non si vede”, fungendo di fatto da animatore del borgo. Nel secondo caso, un gruppo di proprietari di case costituisce un consorzio e affida a un soggetto privato o ad una società/cooperativa la gestione dell’albergo. In ogni caso l’Albergo Diffuso non può essere una semplice sommatoria di strutture preesistenti, ma necessita di una uniformità, identificabile sia nei servizi che nelle ristrutturazioni.
Il ruolo del Comune
Nell’uno e nell’altro caso il ruolo dell’Ente locale è quello di incubatore, di contestalizzazione della proposta, di aiuto e di incentivo (per esempio, con un arredo urbano particolarmente curato e aderente al contesto storico dell’area ove sorge il complesso ricettivo). Questo in generale, nel particolare ci saranno incentivi diretti sia in fase di studio che di esercizio dell’attività, che AlatriOltre renderà noti con il programma elettorale alle prossime elezioni comunali.
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martedì 29 giugno 2010
venerdì 21 maggio 2010
Alatri: pulizia del centro storico
Per togliere le erbacce infestanti dalla facciata degli Scolopi e dal tetto di S. M. Maggiore ci sono voluti la segnalazione fotografica del sottoscritto e il suggerimento di richiedere l’intervento ai Vigili del Fuoco, grazie ai quali la piazza adesso gode di una migliore vista. Visto il risultato, faccio alcune altre segnalazioni “fotografiche” che riguardano la facciata di palazzo Gottifredo, Via Vineri, il piazzale adiacente porta S. Benedetto e la fontana di piazza R. Margherita. Il suggerimento è sempre lo stesso: per il museo è chiaro che occorrerebbe l’intervento dei Vigili del Fuoco, ma va richiesto subito, prima dell’estate quando è presumibile che abbiano ben altri interventi a cui pensare, mentre per gli altri, come si può vedere dalle foto, bastano gli operai comunali. E’ possibile che questi interventi, che dovrebbero essere abituali, hanno bisogno di essere sollecitati? Eppure sono ben visibili. Sono interventi che si dovrebbero fare normalmente,come la pulizia della fontana di piazza R. Margherita e quella nella piazza principale che l’assessore ai lavori pubblici si era impegnato a fare e , invece, ben presto dimenticate. Possibile che questi amministratori di maggioranza non riescono a vedere oltre il proprio naso? Va bene per i cosiddetti consiglieri di campagna, ma il Sindaco, gli assessori ed i consiglieri del centro storico dove stanno, dove vivono? Se non riescono a vedere nemmeno quello che succede intorno alla piazza, figuriamoci se possono vedere oltre! E’ giusto che anche i cittadini, e quindi anche il sottoscritto, si interessino alla loro città, ma per primi dovrebbero farlo gli amministratori della maggioranza. Anche perché ogni qualvolta mettere certe foto non è che faccia piacere nei confronti della città stessa. Ma se è l’unico modo per far intervenire il Sindaco, vorrà dire che purtroppo dovrò continuare a farlo! Ora, però, se chi è stato votato per amministrare la città non è in grado e non ha voglia di occuparsi nemmeno delle cose minime, sarebbe molto più onesto politicamente, per il bene della città, passare la mano ad altri!
Alatri, 20 maggio 2010 - Gianfranco De Santis



Alatri, 20 maggio 2010 - Gianfranco De Santis



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